lunedì, 04 giugno 2007

Ma la mafia e i suoi metodi violenti e coercitivi non erano esclusivo frutto del retroterra culturale siciliano e dei suoi abitanti rozzi, incivili e pure di destra?

lunedì, 17 luglio 2006

 Perchè hanno azzerato i vertici della Gdf  Lombardia?

Perchè il comando regionale della Polizia Tributaria è stato smembrato?

Perchè Visco si è affrettato nel dichiarare che con il caso Unipol gli strategici trasferimenti nella guardia di finanza non c'entrano niente?

 

 

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venerdì, 14 luglio 2006

PALERMO - Mafia e moda simboli dell'Italia nel mondo? C'è chi ha pensato di unirli. A Palermo vanno a ruba le magliette con la scritta "Mafia - Made in Italy". Un fenomeno che ha scatenato polemiche e reazioni politiche, con l'Unione che chiede il sequestro immediato dei capi.

Sugli scaffali di un negozio di via Bandiera ci sono da un paio di giorni le magliette, in vari colori, della famiglia del film "Il Padrino" e di "Al Capone", con le immancabili pistole e l'inequivocabile scritta: "gangster". "Ne abbiamo vendute quaranta in due giorni - ha detto il proprietario del negozio S'otto Tonò - Le comprano soprattutto i ragazzi anche per il prezzo contenuto: sei euro".

Le magliette hanno suscitato immediatamente reazioni polemiche. "Esistono molti modi per cercare di farsi pubblicità: questo è un modo stupido ed offensivo per le tante vittime innocenti della mafia", afferma il deputato dei Ds, Beppe Lumia. "Io credo - aggiunge - che chi ha messo in produzione e in vendita queste magliette non sia cosciente della sofferenza che la mafia ha generato in tante famiglie". Lumia si appella "alla coscienza dei siciliani e degli italiani: spero che non ne vendano più e, soprattutto, spero che i negozianti di Palermo e di tutta Italia le ritirino dalle vetrine".

Anche altri esponenti dell'Unione chiedono il ritiro della magliette: "Presenteremo un'istanza alle autorità competenti, per richiedere il sequestro immediato delle t-shirt in quanto si configura certamente il reato di vilipendio alla Nazione", dicono gli esponenti della Margherita Francesco Ferrante e Franco Piro e il senatore Giuseppe Di Lello del Prc.

E il procuratore antimafia, Pietro Grasso, afferma: "Forse sarebbe bene togliere dal mercato queste magliette. Anziché pubblicizzare boss o gangster o stampare la parola mafia sulle magliette, sarebbe meglio rilanciare sulle t-shirt le tradizioni culturali della nostra città o le bellezze naturali della nostra Isola, così come fanno le università di Oxford o di Cambridge".

Si dice "indignata" Maria Falcone. "Facciamo tanto - afferma la sorella del giudice ucciso da Cosa Nostra - per combattere la mafia ed offrire un'immagine diversa di Palermo e della Sicilia, e poi ci troviamo a commentare queste notizie. Il paradosso è che ogni anno migliaia di bambini e di ragazzi delle scuole superiori indossano le magliette prodotte dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone che inneggiano all'antimafia e oggi ci ritroviamo nei negozi magliette che pubblicizzano la mafia come made in Italy. E' un vero peccato. Nel nome del business, qualcuno, in pochi istanti, vanifica il lavoro di tanta gente che è impegnata da anni nel nome della legalità e della lotta alla mafia".  (brano tratto da Repubblica.it)

Quando si tratta di bisiness, bedda matri, la Mafia rimane imbattibbbile...!!!

BACIAMO LE MANI A TUTTI

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