martedì, 16 marzo 2004

«Alle volte mi sembra che un'epidemia pestilenziale abbia colpito l'umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l'uso della parola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza conoscitiva e di immediatezza, come automatismo che tende a livellare l'espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire i significati, a smussare le punte espressive, a spegnere ogni scintilla che sprizzi dallo scontro delle parole con nuove circostanze.»

da Italo Calvino, Lezioni americane, Mondadori
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categoria:la peste
lunedì, 01 marzo 2004

L'assurdo è la ragione lucida che accetta i propri limiti

Di fronte al «silenzio irragionevole del mondo», la tentazione del suicidio. La vita è una partita già decisa, ma abbandonarla significa perderla volontariamente. La dignità di un uomo consiste nel suo impegno «in una guerra in cui è già vinto». E' indispensabile sostenere il confronto con il silenzio irragionevole del mondo, come a Sisifo è indispensabile continuare a sospingere un masso che rotolerà poi sempre a valle, sennò gli dèi prevarrebbero in anticipo. Questo è l'assurdo: questo mantener fede a sé stessi pur di fronte al niente: «L'assurdo è la ragione lucida che accetta i propri limiti [...]. Sapersi mantenere su questa cresta vertiginosa, ecco l'onestà: il resto è sotterfugio». Per questo anche «l'assurdo non libera: vincola».

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