L'inconfessabile segreto del Comunismo
di Armando Pannone - 30 giugno 2006
Chi pensa che la sinistra al governo sia divisa su tutto e non abbia una visione univoca delle priorità e delle cose da fare, è fuori pista. La sinistra ha una strategia, una tattica ed una missione. La strategia è multiforme. Si è stratificata nel nostro Paese nel corso di un trentennio. L'alacrità della classe dirigente comunista è febbrile nella continua attenzione alla ricerca dell'errore altrui. Per decenni, stando all'opposizione, ha maturato tecniche di scoramento collettivo, di disfattismo diffuso a piene mani e di paternalismo sociale buono per ogni stagione. La coscienza collettiva popolare è stata devastata dai dubbi pacifisti, dai sensi di colpa verso ogni principio cattolico vissuto come retaggio borghese, dal disprezzo per ogni forma di dissenso ideologico.
La tattica per arrivare alla nebbia dei valori, al consenso cattocomunista e all'entusiasmo celebrativo per tutto ciò che è espressione culturale della sinistra, è raffinatissima. Nel corso degli anni, col beneplacito più o meno consapevole di militanti e simpatizzanti, ha connotato ogni manifestazione giovanile di rosso. L'influenza sulla storia vissuta del nostro Paese, raccontata o solo tramandata come memoria popolare, è stata ed è enorme, ingombrante, in un'Italia che piano piano ha cominciato a marcare sempre meno le differenze nella scala morale, diluendole in un relativismo mortale. Differenze tra sessi, tra valori, tra vedute ideologiche, con ricadute incalcolabili sulla tenuta di una civiltà ormai strappata con violenza alle sue antiche radici religiose e culturali.
La missione? Il controllo. Non solo delle casematte del potere di gramsciana memoria. Il controllo come attività ossessiva e costante, come attitudine e vocazione escatologica nella concezione dello Stato-Dio. L'obiettivo della sinistra non è la diffusione del benessere collettivo o l'innalzamento del tenore di vita dei cittadini. Non è la crescita complessiva del Paese. La sinistra odia tutto questo perché ogni aspettativa di vita diversa dalla mediocrità, ogni possibilità di cambiare la propria vita è vista come occasione per sfuggire al controllo. I liberali, i professionisti ma tutti quelli che, in una Nazione ad elevato tasso di democrazia formano il nerbo della pubblica opinione, debbono sentirsi controllati, scoraggiati nelle proprie ambizioni. Solo un centralismo oppressivo, invasivo e capillare può tenere a freno, con lo strumento micidiale della burocrazia, le masse che volessero di più.
La crescita economica generalizzata non è positiva per un sistema del genere, in quanto non può essere gestita. Si usa ogni mezzo psicologico per spegnere sul nascere l'empìto della libertà, perché la libertà travolge gli steccati ideologici e lancia l'Uomo verso traguardi nuovi di dignità e progresso civile autenticamente percepito. Il cattolicesimo è attaccato perché è lo Stato e non la Chiesa, nella concezione comunista, a doversi occupare delle persone e a preoccuparsi per loro con appropriate politiche sociali. Il cuneo fiscale è selettivo perché un rilancio complessivo del sistema- Italia non potrebbe essere controllato e la legislazione dovrebbe necessariamente essere più elastica per favorire la ripresa.
Una politica economica liberista travolgerebbe schemi ingessati e questo non può avvenire, secondo la sinistra. E' ammessa solo la crescita delle persone che si adeguano, delle imprese che dialogano, dei cattolici che transigono. L'esatto contrario della nostra tradizione culturale, morale e religiosa. Il segnale della discontinuità produce insicurezza? E' proprio questa sfiducia nel futuro a sviluppare il germe di una tolleranza o di un'appartenenza ad un sistema ideologico comunista. E' il primo passo per ritenere naturale l'identificazione con un apparato, giusta una politica centralista, opportuno il richiamo a chi la pensa diversamente a tacere.
Eccolo smascherato, il segreto inconfessabile del comunismo. Un'economia debole produce conflitti di classe, le cui risoluzioni sono salutate come saggezza d'intervento centrale. Il comunismo stringe a tenaglia un'Europa ed un'Italia sempre più cieche. Il mercato le libererà? O, più opportunamente, i cristiani si guarderanno dentro e si accorgeranno dell'assedio alle loro coscienze? Non c'è ancora una risposta. E' però tempo di cominciare a porsi domande vere.
Grazie a Ragion politica e al blog cepocodaridere che hanno pubblicato questo interessante articolo.