venerdì, 22 aprile 2005
postato da: lapeste alle ore 10:26 | Permalink | commenti (7)
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venerdì, 22 aprile 2005

Eccomi!!!

Sono un piccolo embrione di 6 settimane. Sono ancora vivo... purtroppo mia madre ha avuto una gravidanza extra-uterina e allora eccomi qua.

Qualcuno dice che che sono un ammasso di cellule, altri mi chiamano 'tafano', altri non sanno come definirmi e preferiscono ignorarmi. Sono in piena crisi di identità!! Aiutatemi.

Voi che ne dite?  Almeno sono un pò carino?

 

postato da: lapeste alle ore 02:06 | Permalink | commenti (2)
categoria:è vita
giovedì, 21 aprile 2005

 

 

Su Berlicche c'è un bel post sul prossimo referendum...LEGGETELO!!!!

postato da: lapeste alle ore 15:48 | Permalink | commenti (6)
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mercoledì, 20 aprile 2005

 

'La Chiesa sceglie l'arroccamento!!!'

Bella questa !!! E cosa dovrebbe fare? Adeguarsi alla mentalità comune?!? Rinunciare al cattolicesimo?!? Abbracciare la banalità del pensiero laicista e quindi confondersi col nulla?

Suvvia un pò di serietà!

postato da: lapeste alle ore 14:42 | Permalink | commenti (3)
categoria:dichiarazioni di guerra
martedì, 19 aprile 2005

'Dopo il grande Giovanni Paolo II i signori cardinali hanno eletto me un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore'

postato da: lapeste alle ore 23:40 | Permalink | commenti
categoria:attualità
venerdì, 15 aprile 2005

Tutti i problemi scientifici assumono un interesse per il cittadino nel momento in cui divengono problemi bioetici, sociali e infine giuridici, sebbene purtroppo non sempre l’interesse del cittadino e per il cittadino venga preso in considerazione dal diritto. 
Una disputa fra scienziati rimane interna alla comunità scientifica, o al massimo, è divulgata in forma molto semplificata, solo a quella parte del pubblico che ha per la questione un interesse squisitamente culturale. Diventa un problema bioetico nel momento in cui da questa disputa derivano tecniche suscettibili di applicazione che abbiano conseguenze di rilevanza sociale e sorge l’esigenza che l’ordinamento giuridico regoli le applicazioni pratiche della scienza in questione.
Ciò vale ad esempio per tutte le ipotesi in cui entri in gioco una regolamentazione che faccia riferimento al momento dell’inizio  e della fine della vita di un essere umano.

 

Il compito della redazione finale di un regolamento sociale è stato necessariamente demandato alla scienza giuridica.
Un tempo il giurista si trovava nella condizione di dover affrontare il problema dalla sua origine, analizzando e giudicando della questione in tutti gli aspetti. Egli doveva essere al tempo stesso scienziato, medico e filosofo dell’etica.
Di questa situazione è testimone l’antica possibilità del dottore in giurisprudenza di esercitare anche le professioni proprie di altre facoltà e la possibilità, venuta meno pochissimi anni or sono, di insegnare storia della filosofia negli istituti superiori e universitari, pur senza aver sostenuto alcuno studio a riguardo nel curriculum.

 

Oggi la situazione è profondamente cambiata. Il giurista non può più permettersi di entrare nel campo della specializzazione altrui, fosse anche (o persino) della sola filosofia morale.

 

Il problema bioetico risulta quindi nel momento in cui al giurista è imposto il compito di dare una soluzione pragmatica ad una diatriba che riguardi due altri campi di specializzazione : quella scientifica e quella etica .
Beninteso che egli non potrà mai porsi come giudice dello scontro di due paradigmi scientifici o di due opposte concezioni etiche, ma dovrà prenderne atto.

 

Il suo compito tuttavia non si limita a prendere atto in modo a-valutativo della situazione scientifica e filosofica . Deve considerare anche il desiderio di quanti, pur non essendo specialisti in alcuna delle tematiche in gioco (pilastro di ogni ordinamento democratico rimane pur sempre il consenso sociale), ritengano come criterio interpretativo e illuminante riferirsi ai valori della tradizione culturale cui appartengono e a cui sono stati educati attraverso i secoli.

 

Per far questo non può ricorrere all’esercizio sistematico della democrazia diretta (ricorso a referendum o a sondaggi). L’abuso di tale sistema porterebbe nella normativa elementi emotivi e contingenti pericolosi per l’armonia del sistema giuridico. Spesso la volontà popolare è resa estremamente volubile e variabile per l’emotività che facilmente scaturisce da eventi occasionali e, ancor peggio, è influenzabile da false notizie di stampa e da strategie di comunicazione mirate che grandi interessi economici possono mettere in atto.  

 

Per ciò che riguarda l’atteggiamento da tenere nei confronti della comunità scientifica e delle diverse teorie che da essa discendono, mancano  i criteri per giudicare un accordo tra le parti soddisfacente anche perché per le questioni vitali (come l’inizio e la fine della vita) il contrasto nella comunità scientifica  è spesso rovente .  Non dimentichiamoci, infatti,la presenza di interessi  estranei alla ricerca scientifica, come quelli economici.
Qui è determinante in particolare il fatto che oggi la ricerca scientifica richiede capitali finanziari enormi e  ad altissimo rischio che possono essere erogati solamente da soggetti finanziari di enorme potere. Questi possono allora agire, per i loro interessi economici, in una duplice direzione:

  1. legare a sé, con la scelta dei ricercatori a cui erogare i finanziamenti, la comunità scientifica dominante;
  2. influenzare  attraverso i mezzi di comunicazione  l’opinione pubblica.

     

Tutte le ragioni propendono allora per una maggiore attenzione alla riflessione etica  che nasce da un determinato contesto storico-sociale e che si alimenta dei valori incarnati in esso. Solo attraverso questo metodo, gli scienziati così come i giuristi e i politici possono agire decidendo per le grandi questioni esistenziali.

 

 

 

 

 

 

postato da: lapeste alle ore 16:04 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni sparse