L’Occidente non è solo economia
di Geminello Alvi
Viene innaturale scrivere d’economia come sempre, con tutta la gente morta in Spagna che ancora resiste nei pensieri. Ligia ai doveri di una famiglia o di un mite lavoro, gente che stava aggiustandosi sonnolenta nelle giubbe, pronta a calare dai treni…dilaniata. E dopo gi occhi furbi e acquei del nuovo premier di Spagna, la trovata ambigua di ritirare le truppe, i pensatori alla moda che riprendono la recita perenne di litanie antiamericane.Come se quei poveretti li avesse uccisi l’America e non gli arabi di Bin Laden
Ma dire queste cose sarebbe occuparsi di politica e magari con il difetto di un eccesso di passione. Un inserto di economia serve ad altro. Tuttavia il lettore me lo concederà , non viene allo scrivente di dissertare degli effetti del terrorismo sulle Borse. C’è un tema economico più spiccio che si incontra nelle strade, mentre tra bandiere del Che e arcobaleni, il passante viene erudito coi volantini. Appena il ragazzino che te li offre spiega che Bush o Cheney ci guadagnano, e che infine è sempre colpa comunque dell’Occidente, dei suoi tornaconti economici. E se poi replichi che i terroristi islamici vogliono sottomettere la nostra civiltà alla loro, farci vivere nella paura, la risposta è che sei un superficiale. Per costoro l’Occidente ha sempre torto; ha le colpe economiche di tutto.
E’ il conformismo per il quale Carlo Magno e i crociati ieri o gli occidentali oggi hanno comunque torti venali. Ma dopo atti come quelli di Madrid e gli altri che verranno, basta quest’ideologia per cui l’economia spiegherebbe tutto e la civiltà niente? No, non lo può. L’economia è un campo della vita tra altri: non spiega più originariamente quanto avviene.Quei sauditi che hanno pilotato i Boeing sulle torri di New York erano ricchi. Gli incriminati in Spagna non hanno certo agito per bisogno. E noi che ci siamo sentiti europei come mai davanti ai corpi degli spagnoli dilaniati non abbiamo pensato all’euro o alla commissione europea.
Abbiamo pensato alle nostre donne libere, ai figli non costretti da alcun dogma; e al nostro essere uomini desti che col loro io cercano la verità , ch’è la vita e rende liberi. Come era scritto nel libro più adatto a spiegare cosa sia l’Europa. E che infatti la pochezza delle intellettualità oggi si guarda bene dal citare . Penso al libro di Denis de Rougemont, L’amore e l’Occidente, ancora splendido già nel titolo anche se del 1938. Esso consente di spiegare l’Europa con l’amore cortese e la cavalleria; lì s’incarnano il rispetto per le donne e la ricerca errante della verità . Quanto ci fa diversi e occidentali. E ha plasmato le nostre economie. Infatti Sombart, che fu il più grande storico economico del Novecento, giudicava impossibili i nuovi consumi che plasmarono il primo Capitalismo senza l’emancipazione delle donne. Molt’altro si potrebbe dire delle sue idee, ma sono opposte a quelle del conformismo e del determinismo marxista. Dunque di certi libri nemmeno si sanno più i titoli.
Ma com’è pensabile lo stesso liberismo senza la libertà delle donne, dell’amore e dell’ Occidente? Nel Medioevo cristiano la libertà fu quella strana di distinguere per amare. Le cattedrali, l’amor cortese, l’ideale furono atti di uomini liberi, direzioni verticali di scelte dell’anima di cui la libertà dei consumi fu conseguenza. Ecco il nostro Occidente per cui dare la vita e la nostalgia che riaffiora tra i giovani, ingenua, per i libri di Tolkien; per i cavalieri che sapevano vivere perché sapevano morire. Tutto l’opposto di quegli intellettuali e politici, morti già in vita per eccesso di calcolucci, e colpe date agli altri, mai a sé. Viva l’ingenuità pura di Parsifal, infanzia dell’Occidente . Per il resto aver punito il governo di Aznar, che ha migliorato la Spagna e malgrado ciò ha un debito in proporzione al prodotto che è metà del nostro e il bilancio in pareggio, riconferma la tesi. La politica risulta assurda se la si spiega anzitutto con l’economia.
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Grande!!! Questa è la risposta più adeguata alle farneticazioni di Bocca & co.



