venerdì, 02 aprile 2004

L’Occidente non è solo economia

di Geminello Alvi

 

Viene innaturale scrivere d’economia come sempre, con tutta la gente morta in Spagna che ancora resiste nei pensieri. Ligia ai doveri di una famiglia o di un mite lavoro, gente che stava aggiustandosi sonnolenta nelle giubbe, pronta a calare dai treni…dilaniata. E dopo gi occhi furbi e acquei del nuovo premier di Spagna, la trovata ambigua di ritirare le truppe, i pensatori alla moda che riprendono la recita perenne di litanie antiamericane.Come se quei poveretti li avesse uccisi l’America e non gli arabi di Bin Laden

Ma dire queste cose sarebbe occuparsi di politica e magari con il difetto di un eccesso di passione. Un inserto di economia serve ad altro. Tuttavia il lettore me lo concederà, non viene allo scrivente di dissertare degli effetti del terrorismo sulle Borse. C’è un tema economico più spiccio che si incontra nelle strade, mentre tra bandiere del Che e arcobaleni, il passante viene erudito coi volantini. Appena il ragazzino che te li offre spiega che Bush o Cheney ci guadagnano, e che infine è sempre colpa comunque dell’Occidente, dei suoi tornaconti economici. E se poi replichi che i terroristi islamici vogliono sottomettere la nostra civiltà alla loro, farci vivere nella paura, la risposta è che sei un superficiale. Per costoro l’Occidente ha sempre torto; ha le colpe economiche di tutto.

E’ il conformismo per il quale Carlo Magno e i crociati ieri o gli occidentali oggi hanno comunque torti venali. Ma dopo atti come quelli di Madrid e gli altri che verranno, basta quest’ideologia per cui l’economia spiegherebbe tutto e la civiltà niente? No, non lo può. L’economia è un campo della vita tra altri: non spiega più originariamente quanto avviene.Quei sauditi che hanno pilotato i Boeing sulle torri di New York erano ricchi. Gli incriminati in Spagna non hanno certo agito per bisogno. E noi che ci siamo sentiti europei come mai davanti ai corpi degli spagnoli dilaniati non abbiamo pensato all’euro o alla commissione europea.

Abbiamo pensato alle nostre donne libere, ai figli non costretti da alcun dogma; e al nostro essere uomini desti che col loro io cercano la verità, ch’è la vita e rende liberi. Come era scritto nel libro più adatto a spiegare cosa sia l’Europa. E che infatti la pochezza delle intellettualità oggi si guarda bene dal citare . Penso al libro di Denis de Rougemont, L’amore e l’Occidente, ancora splendido già nel titolo anche se del 1938. Esso consente di spiegare l’Europa con l’amore cortese e la cavalleria; lì s’incarnano il rispetto per le donne e la ricerca errante della verità. Quanto ci fa diversi e occidentali. E ha plasmato le nostre economie. Infatti Sombart, che fu il più grande storico economico del Novecento, giudicava impossibili i nuovi consumi che plasmarono il primo Capitalismo senza l’emancipazione delle donne. Molt’altro si potrebbe dire delle sue idee, ma sono opposte a quelle del conformismo e del determinismo marxista. Dunque di certi libri nemmeno si sanno più i titoli.

Ma com’è pensabile lo stesso liberismo senza la libertà delle donne, dell’amore e dell’ Occidente? Nel Medioevo cristiano la libertà fu quella strana di distinguere per amare. Le cattedrali, l’amor cortese, l’ideale furono atti di uomini liberi, direzioni verticali di scelte dell’anima di cui la libertà dei consumi fu conseguenza. Ecco il nostro Occidente per cui dare la vita e la nostalgia che riaffiora tra i giovani, ingenua, per i libri di Tolkien; per i cavalieri che sapevano vivere perché sapevano morire. Tutto l’opposto di quegli intellettuali e politici, morti già in vita per eccesso di calcolucci, e colpe date agli altri, mai a sé. Viva l’ingenuità pura di Parsifal, infanzia dell’Occidente . Per il resto aver punito il governo di Aznar, che ha migliorato la Spagna e malgrado ciò ha un debito in proporzione al prodotto che è metà del nostro e il bilancio in pareggio, riconferma la tesi. La politica risulta assurda se la si spiega anzitutto con l’economia.

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Grande!!! Questa è la risposta più adeguata alle farneticazioni di Bocca & co.

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giovedì, 01 aprile 2004

A caccia di -ismi (2)

Terror-ismo islamico

Rinfreschiamoci un po’ le idee per capire e soprattutto per giudicare i fatti con una mentalità scevra da pregiudizi e chiacchiere inutili.

Il terrorismo islamico è la prosecuzione della guerra totale del Novecento, è l’anti-ordine del nuovo ordine del 21 secolo, è lo strumento micidiale di distruzione della modernità e della civiltà occidentale. Non riconoscendo più alcuna differenza tra obiettivi militari e quelli civili, tra proporzionalità della violenza impiegata, mezzi usati, e fini, Al Qaeda ha come obiettivo principale non la conquista di un territorio, ma la diffusione della paura e la destabilizzazione dell’Occidente e dei paesi musulmani più ‘occidentalizzati’.

Per i militanti islamici, la guerra tiene uniti una richiesta di potere, un modo di vedere la realtà, uno stile di vita dove finalmente si collocano al centro del mondo. Non ci sono interessi economici, ma solo strategici: non c’è più un centro definito da colpire. La scelta strategica che ne consegue è semplice: arrecare il maggior numero di danni alla superpotenza americana, ai suoi alleati con tutti i mezzi possibili, in modo da riuscire a dimostrare che noi occidentali siamo deboli, imbelli. Tutto ciò nasce da una constatazione di un dato di fatto a più dimensioni incontrovertibile, la superiorità ed il predominio dell’Occidente cristiano, visto dai terroristi musulmani come una sconfitta psicologico- ideologica, fatto storico vissuto come un’offesa personale.

L’Occidente fa fatica a comprendere il nuovo terrorismo e a reagire in modo adeguato. Ci sembra irrazionale e reagiamo lentamente: per la potenza di distruzione, la scelta degli obiettivi, l’utilizzo dell’effetto sorpresa. Il terrorismo di Bin Laden ha la forza di un attacco militare portato da un nemico terribile e pericoloso, ma come consistenza, natura, organizzazione non è riconducibile a nessun precedente storico, anzi, avendo una struttura policefalica e prestatale, è pronto ad assumere qualsiasi forma e a colpire qualsiasi obiettivo, con qualsiasi mezzo. Ma oltre a motivi, senz’altro innegabili, di novità e violenza micidiale che fanno sì che l’Occidente sia stato colto di sorpresa, ve ne sono altri che caratterizzano il Vecchio Continente, macchiandolo di colpe non giustificabili. Una delle ragioni, se non quella principe, della debolezza europea, che attraversa le sue istituzioni e ne segna la sua opinione pubblica, è rappresentata dalla difficoltà di pensare alla possibilità della guerra in sé e quindi al terrorismo come atto di guerra. Certamente vi è una motivazione storica evidente, ma credo che il fatto sia dovuto alla mancanza di “vera†politica nel senso della politica che sceglie e si schiera. La ricca Europa è sazia e contenta, quindi pigra, non vuole più avere un’identità anzi si trastulla nelle solite discussioni, un po’ utopiste, sul multiculturalismo e sulla pace nel mondo.

Una volta sconfitti i terroristi, catturato o ucciso Bin Laden, distrutta Al Qaeda rimane sul tappeto un nodo centrale rappresentato dal rapporto tra Islam e Occidente.
Solo dall’Islam, dal suo interno, può venire la sua salvezza: l’Occidente ha il compito di sconfiggere militarmente il nuovo terrorismo, ma ai paesi islamici spetta la missione di liberarsi dal fondamentalismo omicida. L’Occidente è quindi obbligato a far intravedere questa soluzione mentre si combatte, ma non può smettere di combattere perché non ha scelto nessun nemico: è stato scelto, chiamato ad essere sacrificato. Se i paesi a maggioranza islamica non accettano livelli minimi di integrazione non si intravede a breve una fine, ma uno spezzettamento delle azioni militari ed uno stato endemico di guerra.

La politica è quindi chiamata a trovare soluzioni che tengano assieme esigenze opposte ma urgentissime, perché non possiamo dimenticarci che per la prima volta nella storia questo terrorismo nichilista può avere armi in grado di distruggere il mondo. Questa è la nuova sfida del ventunesimo secolo, altro che movimentismo pacifista e antiamericano.


postato da: lapeste alle ore 22:57 | Permalink | commenti (1)
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