Giorgio Bocca: «Assurdo il paragone con la guerra ai nazisti»
«Iraq, è giusto levarsi da questo pantano»
di Claudio Jampaglia
Giorgio Bocca, nel suo studio a Milano, non ha dubbi sulla provocazione apparsa ieri sul Corriere della Sera: "Madrid 2004 come Monaco 1938? ". Angelo Panebianco richiama esplicitamente il parallelo del "rischio di cedere ai terroristi" come fu ieri con il nazismo. Per Bocca è un'assurdità. Da partigiano, giornalista e storico ci spiega perché.
«È un paragone assurdo», afferma. «Il nazismo aveva a sua disposizione un esercito di cui tutti conoscevano le dimensioni, la potenza e i piani di conquista. Il terrorismo di matrice islamica è completamente diverso. È una forza al momento clandestina di cui si ignorano gli scopi e le forze. Il paragone è quindi falsificante, serve a dire che esiste un tradimento dei pacifisti che non regge a sua volta».
Panebianco parla di «arrendevolezza nei confronti dei nemici della nostra civiltà» e paventa un'Europa «prona al ricatto terroristico», un atto di accusa contro «il grande equivoco del pacifismo», che a suo parere sarebbe uno dei massimi rischi…
Per prima cosa bisogna chiedere a Panebianco cosa intenda per "nostra civiltà". Se ciò significa, ad esempio, la possibilità di aggredire uno Stato in base a delle menzogne e delle accuse false, mi sembra sia una civiltà piuttosto discutibile. Questo neocapitalismo che sta cercando di impadronirsi del mondo intero mi sembra una strana civiltà.
Si è discusso in questi giorni di una manifestazione bipartisan, promossa dai Comuni, contro il terrorismo, cercando da destra di contrapporla alla marcia pacifista del 20 marzo. Cosa pensa di questa querelle?
Le manifestazioni unitarie sono sbagliate. Marciare insieme a Berlusconi, che è stato tra i promotori di questa aggressione militare americana, è uno sbaglio; invece di chiarezza, si rischia di fare solo altra confusione.
Zapatero annuncia un disimpegno dei militari spagnoli entro il 30 giugno se l'amministrazione americana a Baghdad non passerà la mano all'Onu; i movimenti di tutto il mondo il 20 marzo chiederanno il ritiro immediato delle truppe. Qual è il suo giudizio?
«Non sono a conoscenza dei particolari tecnici e politici che possono determinare i tempi e i modi in cui il ritiro delle truppe sul suolo iracheno possa essere attuato, però l'opportunità di levarsi da questo pantano mi sembra chiara e giusta».
Nel suo recente libro "Basso Impero", dedicato all'America che ha amato, Bocca scriveva: «Gli Stati Uniti non sono più una potenza dell'Occidente, si pongono come altro dall'Occidente". È questa l'America di Bush che piace ad una destra italiana alla deriva e lontana dall'Europa, quella che dice: «Chi non fa la guerra è un traditore».
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Commento:
NON HO PAROLE!!!!!!!!!!
Il pressappochismo di Bocca ha oltrepassato i limiti della buona decenza.
Che ne pensate?